Il vangelo della Messa di oggi (rito ambrosiano):

Gesù e i suoi discepoli giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, Gesù si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: / “La mia casa sarà chiamata / casa di preghiera per tutte le nazioni”? / Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città (
Marco 11, 15-19).



Domanda: Gesù si indigna o no?

In qualsiasi modo lo volessimo chiamare, il suo atteggiamento non si configurerebbe come peccato.

Neanche rovesciare oggetti di proprietà di altri; fare arrabbiare terzi; suscitare confusione nel tempio; far sorgere pensieri omicidi in alcuni suoi osservatori; probabilmente alzare la voce.

Meno male che è proprio così!


don Chisciotte