Al verde
di Massimo Gramellini
Quand'è stata l'ultima volta che vi siete stupiti per qualcosa di naturale, ciclico e prevedibile, come un tramonto, un raccolto, una fanfaronata di Bossi? Ormai ci fanno caso solo le persone semplici: i bambini, gli anziani e qualche miliardo di stranieri. Ieri ha telefonato un giornalista tedesco, un moderato che alle ultime elezioni votò Angela Merkel: «Incredibile, un ministro della vostra Repubblica si è vantato che in Lombardia ci sarebbero le armi per la secessione!». E io: «Era un modo di dire. Gheddafi ha insinuato che in passato Bossi gli avrebbe chiesto un aiutino. Allora l'Umberto ha risposto con orgoglio che non ha bisogno della Libia, lui. Le armi si fabbricano in Lombardia». «E come mai a Bossi servono le armi lombarde?» ha insistito il tedesco (sono cocciuti, i tedeschi). «E' una metafora. Fra l'altro lui preferisce i kalashnikov». «Ma è un ministro dello Stato italiano. O è una metafora anche questa? Migliaia di italiani saranno scesi in piazza per pretendere le sue dimissioni!». «Aspetta che mi affaccio
di Massimo Gramellini
Quand'è stata l'ultima volta che vi siete stupiti per qualcosa di naturale, ciclico e prevedibile, come un tramonto, un raccolto, una fanfaronata di Bossi? Ormai ci fanno caso solo le persone semplici: i bambini, gli anziani e qualche miliardo di stranieri. Ieri ha telefonato un giornalista tedesco, un moderato che alle ultime elezioni votò Angela Merkel: «Incredibile, un ministro della vostra Repubblica si è vantato che in Lombardia ci sarebbero le armi per la secessione!». E io: «Era un modo di dire. Gheddafi ha insinuato che in passato Bossi gli avrebbe chiesto un aiutino. Allora l'Umberto ha risposto con orgoglio che non ha bisogno della Libia, lui. Le armi si fabbricano in Lombardia». «E come mai a Bossi servono le armi lombarde?» ha insistito il tedesco (sono cocciuti, i tedeschi). «E' una metafora. Fra l'altro lui preferisce i kalashnikov». «Ma è un ministro dello Stato italiano. O è una metafora anche questa? Migliaia di italiani saranno scesi in piazza per pretendere le sue dimissioni!». «Aspetta che mi affaccio