E' da qualche ora che mi domando: perché i rappresentanti delle istituzioni nazionali del mio Paese, in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, dovrebbero partecipare alla Messa della Chiesa cattolica?
Se coloro che ricoprono delle cariche istituzionali fossero tutti dei battezzati cattolici credenti e praticanti troverebbero il modo di partecipare alla Messa e/o di pregare per l'Italia, oggi, ogni Domenica, ogni giorno. E probabilmente non nelle “cerimonie ufficiali”.
Se ci fosse più rispetto per la celebrazione della Messa (e per Colui che si fa presente nel Pane e nel Vino consacrati) non la si ridurrebbe a “parata civile”, a “momento istituzionale”.
Se si ci fosse una Buona Notizia evangelica da annunciare anche oggi, si farebbe una omelia-predica nella Messa, e non un discorso alle istituzioni o ai cittadini.
Se le autorità civili riconoscessero come bene della Nazione una preghiera all'Altissimo a favore del nostro popolo, dovrebbero chiedere questo gesto a tutte le religioni presente sul territorio italiano (o almeno le più rappresentate) e magari parteciparvi come segno di accoglienza, rispetto, gratitudine.
Se si riconoscesse la Divina Presenza nel Sacramento dell'Eucarestia non la si “userebbe” per radunare riflettori, commentatori, fotografi, guardie del corpo, sbadigli, corpi istituzionali, sagome ingessate, applausi o fischi.
Ma allora perché?!
Se coloro che ricoprono delle cariche istituzionali fossero tutti dei battezzati cattolici credenti e praticanti troverebbero il modo di partecipare alla Messa e/o di pregare per l'Italia, oggi, ogni Domenica, ogni giorno. E probabilmente non nelle “cerimonie ufficiali”.
Se ci fosse più rispetto per la celebrazione della Messa (e per Colui che si fa presente nel Pane e nel Vino consacrati) non la si ridurrebbe a “parata civile”, a “momento istituzionale”.
Se si ci fosse una Buona Notizia evangelica da annunciare anche oggi, si farebbe una omelia-predica nella Messa, e non un discorso alle istituzioni o ai cittadini.
Se le autorità civili riconoscessero come bene della Nazione una preghiera all'Altissimo a favore del nostro popolo, dovrebbero chiedere questo gesto a tutte le religioni presente sul territorio italiano (o almeno le più rappresentate) e magari parteciparvi come segno di accoglienza, rispetto, gratitudine.
Se si riconoscesse la Divina Presenza nel Sacramento dell'Eucarestia non la si “userebbe” per radunare riflettori, commentatori, fotografi, guardie del corpo, sbadigli, corpi istituzionali, sagome ingessate, applausi o fischi.
Ma allora perché?!
don Chisciotte