Buon compleanno, don Tonino!
di don Renato Sacco, parroco in Diocesi di Novara
“Carissimo don Tonino, ti scrivo per il tuo compleanno: oggi (18 marzo) ne compi 58. Auguri!”. Iniziava così il mio biglietto di auguri pubblicato dal quotidiano Avvenire il 18 marzo 1993. Eravamo da poco tornati dalla marcia dei 500 a Sarajevo, dicembre 1992 e tu eri molto malato. Già allora qualcuno si era stupito che un prete del nord facesse gli auguri a un vescovo del sud. Figurati ora! Anche se il giorno prima del tuo, c'è il compleanno dell'Italia (150), sai che qui da noi, al nord, molti vorrebbero addirittura la secessione. Che tempi amari e faticosi, caro don Tonino! Ai tuoi tempi c'erano i caccia F16 a Gioia Del Colle, e tu sei riuscito a mobilitare anche i vescovi della Puglia contro quel progetto di morte. Ora le cose sono peggiorate e ci sono gli F35 a Cameri. Le guerre invece di diminuire aumentano: tu sei stato in Bosnia, dove comunque anche oggi non è che le cose vadano molto bene. E poi l'Iraq (mons. Bettazzi, che continua ad essere un punto di riferimento, saggio e forte, dice che sei una vittima della guerra del Golfo, tanto hai sofferto e te la sei presa
di don Renato Sacco, parroco in Diocesi di Novara
“Carissimo don Tonino, ti scrivo per il tuo compleanno: oggi (18 marzo) ne compi 58. Auguri!”. Iniziava così il mio biglietto di auguri pubblicato dal quotidiano Avvenire il 18 marzo 1993. Eravamo da poco tornati dalla marcia dei 500 a Sarajevo, dicembre 1992 e tu eri molto malato. Già allora qualcuno si era stupito che un prete del nord facesse gli auguri a un vescovo del sud. Figurati ora! Anche se il giorno prima del tuo, c'è il compleanno dell'Italia (150), sai che qui da noi, al nord, molti vorrebbero addirittura la secessione. Che tempi amari e faticosi, caro don Tonino! Ai tuoi tempi c'erano i caccia F16 a Gioia Del Colle, e tu sei riuscito a mobilitare anche i vescovi della Puglia contro quel progetto di morte. Ora le cose sono peggiorate e ci sono gli F35 a Cameri. Le guerre invece di diminuire aumentano: tu sei stato in Bosnia, dove comunque anche oggi non è che le cose vadano molto bene. E poi l'Iraq (mons. Bettazzi, che continua ad essere un punto di riferimento, saggio e forte, dice che sei una vittima della guerra del Golfo, tanto hai sofferto e te la sei presa