«Le parole di Gesù: "Non prenderanno moglie né marito" sembrano affermare che i corpi umani, recuperati e insieme rinnovati nella risurrezione, manterranno la loro peculiarità maschile o femminile e che il senso di essere nel corpo maschio o femmina verrà nell'«altro mondo» costituito e inteso in modo diverso da quello che fu "da principio" e poi in tutta la dimensione dell'esistenza terrena. (...) Le parole pronunziate da Cristo sulla risurrezione ci consentono di dedurre che la dimensione di mascolinità e femminilità verrà nuovamente costituita insieme con la risurrezione del corpo nell'"altro mondo"».
Neppure le parole di Lc 20,27-40 («quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della risurrezione dei morti... nemmeno possono più morire perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio») possono essere intese come una svalutazione della corporeità sessuata nell'«altro mondo»: «Questo enunciato consente soprattutto di dedurre una spiritualizzazione dell'uomo secondo una dimensione diversa da quella della vita terrena... E' ovvio che non si tratta qui di trasformazione della natura dell'uomo in quella angelica, cioè puramente spirituale. Il contesto indica chiaramente che l'uomo conserverà nell'«altro mondo» la propria natura umana psicosomatica. Se fosse diversamente, sarebbe privo di senso parlare di risurrezione».
Credo la risurrezione della carne
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