«L'unità non è, in alcun modo, confusione, - come la distinzione non è separazione. (...) L'unione vera non tende a dissolvere gli uni negli altri gli esseri che riunisce, ma a perfezionarli gli uni con gli altri. Il Tutto non è dunque “l'antipodo, ma il polo stesso della Persona”. “Distinguere per unire”, si è detto, e il consiglio è eccellente, ma sul piano ontologico non s'impone con minor forza la formula complementare: unire per distinguere».

Henri De Lubac, Cattolicismo - 1938, p. 250



«Differire, anche profondamente, l'uno dall'altro non è affatto essere nemici: è essere. Riconoscere ed accettare la propria differenza non è orgoglio. Riconoscere ed accettare la differenza dell'altro non è debolezza. Se unione deve esserci, se l'unione ha un senso, essa non può che essere tra persone che sono differenti. E' in primo luogo nel riconoscimento e nell'accettazione che la differenza è superata e l'unione si realizza».

Henri De Lubac, Paradossi e nuovi paradossi - 1946, p. 77