Se il prete è anti-casta

di Chiara Geloni

Caro monsignore, cinque minuti fa ho fatto una cosa che non avevo mai fatto in vita mia. Mentre ascoltavo la messa mi sono alzata di scatto, sono uscita dalla chiesa e me ne sono tornata a casa. Adesso sto malissimo, e le scrivo. Perché è successo a causa sua. Lei a un certo punto ha iniziato a inveire contro «i politici del parlamento». Ha detto che sono imbroglioni e servi, che pensano solo al loro tornaconto personale. «La smettessero!», ha tuonato. Poi non so come finisse la frase. Perché io ero già fuori. Monsignore, io ero tornata da poco da Pesaro, dov'ero stata per lavoro tutto il fine settimana. Ero stanca e accaldata e non avevo certo voglia di uscire di nuovo, ma il problema non si è posto, perché io alla messa la domenica non manco mai. Sono una giornalista e dirigo la televisione del Partito (...). Mentre l'ascoltavo, come da quando mi ero svegliata ininterrottamente, rivedevo mentalmente le immagini per me bellissime della chiusura della Festa (...), il motivo per cui ero stata a Pesaro. (...) Faccio questo lavoro per scelta, perché mi piace fare un lavoro in cui credo. Si sono aperte altre strade negli anni passati, non le ho imboccate. Cerco ogni giorno di convincere le persone dalle quali ho l'opportunità di farmi ascoltare che la politica è qualcosa di nobile