Fedele a Dio mai al Fascio
di Piero Ignazi
Francesco Ruffini, senatore del Regno e ministro della Pubblica istruzione fu uno dei maggiori studiosi di Diritto ecclesiastico (...) fu uno dei tredici professori universitari che non giurarono fedeltà al fascismo. (...) Ruffini commenta la faticosa tenuta delle libertà e della laicità dello Stato, insidiate dai fanatismi delle nuove ideologie e del vecchio clericalismo. L'incalzare del fascismo è visto sotto la lente particolare, e illuminante, dell'attacco alla libertà religiosa e allo Stato laico. Le leggi liberticide sulla stampa del 1924 introducono infatti il reato di vilipendio alla sola religione cattolica, erigendola esplicitamente a «religione di Stato». In un articolo, il 17 luglio 1924, Ruffini individua nel discorso pronunciato pochi mesi prima da Giovanni Gentile, le premesse dell'attacco; scriveva Gentile che «Uno Stato che non si interessa alla religione non è Stato; non è lo Stato che vuole essere lo Stato italiano
Fede "all'italiana"
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