«Il regno di Dio viene comunque, non lo si può impedi­re. Quindi ha una sua progressione, ha i suoi tempi, che il contadino non riesce bene a ca­pire. Lo dice chiaramente Gesù: «Come, egli stesso non lo sa» (cfr parabola di Mc 4,26-29).


Noi sappiamo che questo regno di Dio viene, ma non possiamo descriverne la tra­iettoria. Né possiamo sapere come sarà fra cinquant'anni o fra dieci anni; l'essenziale è credere al Regno e sapere che viene, che sta venendo. E questo è molto importante anche per l'oggi, perché ci troviamo a contatto con tante vicende e alcune le sappiamo spiegare, mentre altre ci sembrano poco comprensibili, e soprattutto il quadro d'insieme non risulta molto ordinato, né ben sistemato.


Vuol dire che noi non vediamo del tempo che uno spazio limitato. Quindi possiamo dire di quello spazio che il regno di Dio viene, ma non sappiamo bene come si svolgerà: quale sarà il futuro della Cina, dell'India, di queste grandi nazioni? Come si evolverà il rappor­to con gli ebrei? Tutto questo non lo possia­mo dire. Sappiamo che il regno di Dio viene e diamo fiducia alla Parola di Gesù. Quindi è anzitutto un messaggio di grande affidamen­to a Dio.


Anche nella nostra stessa vita, noi sappia­mo che si presentano momenti di salute, di malattia, di fatica, fino alla morte, ma non sappiamo quando. Dio sa queste cose; ci affidiamo a lui sapendo che lui opera il Regno a nostro vantaggio».


Carlo Maria Martini, Parole per vivere, 45