Verbalismo, estetismo, moralismo: le «piaghe» dei cattolici

di Umberto Folena

Non ha la pretesa di dare lezioni a nessuno, avendogli la vita impartito innumerevoli lezioni. Don Vinicio Albanesi ha legato il suo nome alla Comunità di Capodarco; ma è sempre rimasto prete, e parroco, della sua Chiesa di Fermo, nelle Marche; presidente del Tribunale ecclesiastico regionale e, per un lungo periodo, del Coordinamento nazionale delle comunità d'accoglienza, e oggi presidente della Caritas diocesana. Nessuna lezione, ma alcune confidenze. Dolorose: «È una sofferenza che non rivendica nulla a nessuno, né tanto meno esprime giudizi. Con quale autorità d'altronde e verso chi?».

Così comincia il suo libro I tre mali della Chiesa in Italia (Ancora, pagine 174, euro 16), una «riflessione né esaustiva né scientifica». Le semplici considerazioni basate sulla sua vita di cristiano e di prete, con i pregi e i difetti, le qualità e i limiti di una 'semplice' esperienza. I mali - per cominciare