«Pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non per forza, ma volentieri, secondo Dio» (1Pt 5,2).
«Non per forza» ha molti significati. Un tempo poteva anche indicare le vocazioni forzate, spinte dalle circostanze familiari; senza averne voglia, si doveva fare buon viso a cattivo gioco. Oggi questo caso non è più frequente. Però è sempre possibile «pascere il gregge» per forza, piuttosto che volentieri, con spontaneità, secondo Dio. Qui dobbiamo esaminarci, perché qualche volta il peso degli impegni fa sì che diamo l'impressione alla gente di portare per loro un fardello che ci annoia, ci affatica, ci appesantisce; questo umilia molto le persone.
Durante il mio servizio episcopale a Milano, dicevo sempre ai parroci: dal buon umore di un parroco dipende quello della parrocchia; perché se lui è di cattivo umore, la gente è turbata e si chiede che cosa non va, se il parroco è sereno, diffonde questa sua caratteristica.
Dunque è importante compiere il servizio volentieri, con buona volontà, con quella naturalezza e buona grazia che sono frutto dello Spirito, se lo lasciamo zampillare in noi.
Carlo Maria Martini, Il coraggio della passione, 107-108
Auguri!
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