mons. Angelo Comastri, Maria maestra di libertà vera in un'epoca di libertà ingannevole
La Scrittura afferma categoricamente: “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il Suo Figlio” (Gal 4, 4). Cos'è, allora, la pienezza del tempo? Non è il tempo favorevole dalla parte degli uomini, ma è il tempo favorevole dalla parte di Dio: cioè è il momento nel quale Dio non ha potuto più resistere ed è esploso in un gesto d'amore che, ancora oggi, ci fa piangere di commozione.
Dichiara l'evangelista Giovanni “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Suo Figlio" (Gv 3, 16). E nel momento in cui Dio matura la Sua paradossale decisione, Egli si incontra con la libertà di una donna. Fermiamo il nostro sguardo su questa donna, già annunciata agli albori della storia della salvezza (Gen 3, 15), e impariamo da lei la vera libertà e la sapienza del cuore.
L'evangelista Luca, introducendo il racconto dell'Annunciazione, ci dà alcune coordinate che ci fanno capire il senso dell'evento e ci fanno cogliere lo stile dell'azione di Dio nella storia umana: stile di collaborazione. (...)
È Dio che prende l'iniziativa, è Dio che bussa alla porta della libertà di Maria, è Dio che cerca la collaborazione di Maria (...).
Il Papa, nella “Tertio Millennio Adveniente” (n. 2), opportunamente sottolineava: “Mai nella storia dell'uomo, tanto dipese, come allora, dal consenso dell'umana creatura” (TMA, 2) (...).
Il sì di Maria: nel Suo sì si fondono l'espressione più alta della libertà umana e l'espressione più paradossale della libertà divina.
Mi sembra non irriguardoso tentare di tradurre con linguaggio moderno l'annuncio dell'angelo. Potremmo renderlo così: “Gioisci, Maria! Dio stravede per te e pensa di affidarti la più grande missione”.
La notizia è gettata nell'anima di Maria come un seme di divina potenza. E le parole dell'Angelo colpiscono profondamente la giovane di Nazareth: ella percepisce chiaramente l'irruzione di Dio nella propria esistenza; avverte la grandezza vertiginosa del momento e si sente investita da una tempesta che la travolge e la fa tremare. (..)
L'atto di libertà [di Maria] apre a Dio un varco dentro la storia umana, affinché Egli possa accendere, nel freddo del peccato, il fuoco dell'Amore. E Maria, nel momento in cui si dichiara serva del Signore, tocca il vertice più alto della libertà umana. La libertà, infatti, ci è stata donata come opportunità per aprirci a Dio, del quale portiamo dentro di noi un innato bisogno e verso il quale avvertiamo una oggettiva gravitazione.
Maria, davanti alla storia, brilla come la creatura più ragionevole e, nello stesso tempo, come la creatura più libera: anzi, la maestra di libertà!