
«Come penetrare allora in questa conoscenza dell’uomo che non è disgiunta dalla rivelazione di Dio?
Certo non attraverso la scienza, nel senso delle nostre «scienze umane»,
che riconosceremo e approveremo,
ma attraverso la conoscenza cristiana che consiste in una conoscenza nella fede,
una conoscenza in cui l’organo non è una facoltà separata ma l’uomo nella sua intierezza,
una conoscenza che inizia e progredisce con la contrizione.
Sarebbe più esatto dire, con il Vangelo ed i Padri greci, metanoia,
nel significato di capovolgimento della nostra consapevolezza di esistere,
di passaggio copernicano dal geocentrismo dell’io (individuale o collettivo) all’eliocentrismo
che rivela, nella profondità degli esseri e delle cose, il sole divino».
Olivier Clément, Riflessioni sull’uomo, 10