Al di là dei contenuti e delle espressioni, trovo illuminante e feconda questa lettura di un evento.

don Chisciotte


di Giacomo D'Alessandro - 11.01.2013

Ho letto con interesse i commenti su Berlusconi da Santoro pubblicati numerosissimi su Facebook in diretta. 

Ci andrei piano nel distribuire giudizi radicali sul comportamento di chi ha fatto la trasmissione. Soprattutto perchè spesso si giudica dimenticando che si tratta di un "evento di comunicazione", o come direbbero i miei professori Paolo Costa, Stefano Colloca e Guido Legnante, di infotainment.

Ovvero una costruzione televisiva fatta con cura per avvincere gli spettatori, qui creando un duello con al centro la star politica e la star giornalistica per eccellenza.

In quest'ottica vanno lette tante cose della puntata di stasera.




- Santoro che interrompe bruscamente Berlusconi con la sua lettera a Travaglio, non perde il controllo (non uno navigato come Santoro), ma fa pesare l'autorità del demiurgo che si preoccupa del "ritmo" della trasmissione. Con quell'imprevisto che si è trasformato in una lagna scontata (quella dei processi letti da Wikipedia) Santoro si è accorto che si stava rovinando il ritmo della trasmissione scendendo nel noioso e nell'ovvio.




- Berlusconi, comunicatore e pubblicitario, fa quello che nessuno prima aveva avuto in trasmissione lo spazio per fare, ovvero controbattere a Travaglio con la sua stessa "arma", ma tentando goffamente di far passare l'evidente assurdità che un giornalista con 10 cause civili per diffamazione sia "cattivo e incompetente", quindi cercando di smontare anni e anni di autorevolezza del comunicatore Travaglio. Tentativo che si squalifica da sè per come è stato montato (lettera scritta da altri per ammissione di B., citazione da Wikipedia...). Ma dal punto di vista dello spettacolo, eccellente, infatti permesso da Santoro. Fino al punto che abbiamo detto.




- Santoro sceglie due donne, una più giovane l'altra meno, da contrapporre sul ring a Berlusconi, con tanti significati sottesi: il rapporto di B. con le donne, con i giornalisti in generale, il raro contraddittorio avuto da sempre in tv... Che siano due donne giornaliste a "mettere all'angolo" proprio B. è una scelta che contribuisce alla costruzione della serata.




- Essendo scontato nell'opinione pubblica lo scontro fino all'estremo tra i due, la gara sia di B. sia di Santoro è stata quella a non arrivare a rotture inutili, ma a condurre una trasmissione intera, pur con tutti gli sbalzi di tensione anche attesi dal pubblico.




- L'aspetto inedito è che da molti anni non si aveva l'immagine di un B. intervistato davvero, con domande vere, controbattutto alle sue solite affermazioni, smascherato nelle sue incongruenze. Ma paradossalmente lui stesso è uscito meglio dal sottoporsi per una volta a del vero giornalismo, di quanto avrebbe fatto con una ennesima ora e mezza di monologo da Vespa dove si rende inascoltabile da solo.




- Travaglio nel secondo intervento ha confezionato una delle sue trovate migliori. Non è sceso nuovamente nei dettagli di tutte le vicende da sempre raccontate (giudiziarie, politiche, personali) di B., ha dato una carrellata di immagini, talmente tante che era impossibile replicare a tutte, capaci di smontare d'un colpo la credibilità dell'oratore, che cerca di farsi passare per "nuovo o rinnovato", riportando alla memoria gli smemorati italiani. E non ha premuto sull'aggressività, come sarebbe stato scontato, ma sulla "pena", la commiserazione e l'amarezza per un uomo "fallito", che ha promesso tutto e ha fatto il contrario di tutto, che ha fatto del male al paese, se non altro facendo perdere 20 anni di vita politica. Finale magistrale con l'aggancio emotivo: forse verrebbe da piangere persino a lei ripensando a tutto quello che voleva fare, tutto quello che ha fatto, quello che non ha fatto e non ha detto e che invece avrebbe potuto donare all'Italia con tutte le risorse che aveva.