"Credo all'incredibile. Credo all'incredibile purezza del dolore e della gioia di un cuore. Sono cose estremamente rare e di una semplicità che strappa le lacrime.

Sul volto di mio padre morente ho visto un sorriso come un punto sorgivo. Un sorriso "immortale" mi rimanderebbe alle statue dei musei, ma in quel sorriso di mio padre era come contenuta una creazione del mondo. E nella sua vita esaurita che in un secondo egli ha speso tutto l'oro del suo sorriso. Questa verità sorridente che aveva attraversato la sua vita e le cui onde si sono non soltanto mantenute, ma persino ampliate molto tempo dopo che mio padre era stato ricoperto dalla terra, credo che mi attenda nell'ultima ora.

Ciò in cui credo è sempre legato a un attaccamento e a una persona. In questa convinzione, sostengo qualcosa che mi sostiene a sua volta, e che continua a vibrare molto dopo la scomparsa degli esseri, come la luce delle stelle che continua a giungere sino a noi quando sono morte. Non potrò mai più offrire nulla a queste persone che sono morte, ma si continua a stringere un'alleanza.

L'aldilà in cui credo, lo vedo qui e ora, perché in un certo senso è qui che ha luogo tutto. Questo aldilà inghiotte tutto il tempo e lo supera. E questo che cosa cambia se domani mi dimostrano che non c'è risurrezione e che Cristo non è che uno dei tanti saggi, sia pur il più grande? Ebbene, non cambia nulla, io non cambierò la mia vita né il mio modo di vedere, perché questa speranza fa talmente parte di me, come il colore dei miei occhi, che non potrei privarmene senza privarmi, nello stesso tempo, del respiro e dell'anima. In questo, mi trovo in qualcosa che è più immutabile della pietra".

Christian Bobin, La luce del mondo, 116-118