"Natasa aveva guardato la mano e il volto del monaco Boguljub. Qualcosa di una profonda maturità spirituale si rifletteva si rifletteva nel suo aspetto e nei suoi gesti. Le mani e gli occhi infatti sono il luogo in cui si rivela di più la maturità di una persona. Nei suoi occhi la luce penetrava senza resistenza e li rendeva umili. Tutto diventava aperto a quanto c'è di più lontano e la luce, dal di dentro, illuminava e rendeva la persona tutto sguardo, anticipando la fine dei tempi, quando la gloria dello Spirito verrà dall'interno, ornando e ricoprendo i corpi dei santi, una gloria che essi possiedono già, ma ancora nascosta in loro".

Marko Ivan Rupnik, L'arte della vita. Il quotidiano nella bellezza, 23-24