"La completa e definitiva creazione dell'«uomo» si esprime nel dar vita a quella «communio personarum» che l'uomo e la donna formano. (...)

L'uomo è divenuto «immagine e somiglianza» di Dio non soltanto attraverso la propria umanità, ma anche attraverso la comunione delle persone, che l'uomo e la donna formano sin dall'inizio.

La funzione dell'immagine è quella di rispecchiare colui che è il modello, riprodurre il proprio prototipo.

L'uomo diventa immagine di Dio non tanto nel momento della solitudine quanto nel momento della comunione. Egli, infatti, è, fin «da principio» non soltanto immagine in cui si rispecchia la solitudine di una Persona che regge il mondo, ma anche, ed essenzialmente, immagine di una imperscrutabile divina comunione di Persone. (...) ciò, ovviamente, non è senza significato anche per la teologia del corpo, anzi forse costituisce perfino l'aspetto teologico più profondo di tutto ciò che si può dire circa l'uomo".

Giovanni Paolo II, Uomo e donna li creò, 59.