«Questo denota quanto è diffuso nella società, nella Chiesa, ma anche tra noi cristiani il vizio della vanità. Il vizio è per così dire onnicomprensivo.

Dobbiamo difenderci da esso e l'unica difesa è riconoscere davanti a Dio che siamo così: che aspiriamo al successo, che ci piace di più l'applauso del fischio, che ci interessa di più l'accoglienza della resistenza e, quando ci accade di raccogliere consensi, li attribuiamo alle nostre capacità e non siamo capaci di goderne perché il Signore è glorificato e lodato in queste cose.

Qui potrei aggiungere, allargando il discorso, che grande è la vanità nella Chiesa. Grande vanità che si mostra negli abiti. Un tempo, i cardinali avevano sei metri di coda di seta che veniva trascinata da due o quattro ragazzini.

La Chiesa ha questa tendenza allo sfarzo, che in parte può anche essere giustificato dal voler richiamare la bellezza di Dio, ma poi facilmente diventa una stortura e un peccato terribile».

Carlo Maria Martini, Le ali della libertà (2009), 57