Un'altra via consigliata per la purificazione dei sensi è la preghiera. La preghiera intesa come un umile, semplice racconto al Signore di ciò che i sensi provano. Si tratta di un accompagnamento del messaggio dal senso corporale al senso che si affaccia sullo Spirito. E' come il maestro che prende il discepolo e lo prende per mano attraverso una galleria spiegandogli il percorso.

Così la preghiera diventa la maestra dell'esperienza dei sensi. In questo accompagnamento si percorre la strada dal fenomeno percepito fino alla soglia di quel mondo nello Spirito che è molto più reale e che include non solo il fondamento e la sorgente, ma anche il compimento della realtà fenomenica. (...)

Si tratta di una compenetrazione organica, sempre più integra, in modo tale che anche quest'uomo corporeo che con il peccato è stato esiliato dal mondo dello Spirito riconosca come sua percezione ciò che l'uomo spirituale assapora e gusta.

Ecco, in quel momento possiamo parlare di integrazione spirituale, perché il nostro corpo mortale, esposto a tutte le offese del mondo, alla corruttibilità del male, delle malattie, della morte, può giungere all'infallibile certezza di gustare le realtà che lo uniscono con il Signore, lo orientano a Lui e lo rendono addirittura simile a Lui, cristoforme. E questo, detto per inciso, diventa il modo migliore di discernimento, il 'gusto esatto con cui si discernono le cose', come lo chiama Diadoco.

Marko Ivan Rupnik, L'arte della vita. Il quotidiano nella bellezza, 112-113