«Quando cerchiamo semplicemente un segno, come facevano gli scribi e i farisei (cfr Mt 12), allora la ricerca religiosa autentica non c'è più. A poco a poco si dimentica il desiderio di Dio e si vuole il segno come tale.
Cadiamo così nell'economia del successo, rifiutando l'economia umile del Regno. Naturalmente non lo ammettiamo e affermiamo che cerchiamo il successo per Dio, per dare gloria al suo Nome, per il suo onore. In realtà, ci fermiamo, ci chiudiamo in un segno che ci gratifica, e ci conforta.
Ma Gesù non lo accetta, anzi critica fortemente la domanda. "Generazione adultera!" (cfr Mt 12): invece di cercare Dio, volete un suo sostituto, un altro amore, un amore di questo mondo. Non è cosa cattiva, di per sé, cercare dei segni, dal momento che solo attraverso di essi possiamo raggiungere Dio; è cosa cattiva fermarsi ai segni, dare loro un'importanza che non hanno.
Generazione perversa, nel senso che non è diritta, non agisce rettamente, non ha lo sguardo fisso su Dio, non osa più rischiare perché preferisce essere guidata da segni che le assicurino certezze, che le tolgano il rischio.
Il desiderio di tutto questo è più diffuso di quanto non si pensi. Spesso, nel mio ministero, mi sento chiedere dei segni: "Ci suggerisca il mezzo efficace perché i giovani non abbandonino la parrocchia!".
In realtà, non ci sono mezzi che assicurino i risultati pastorali. Ed è perfettamente inutile sfogliare libri, rincorrere le ultime creazioni della immaginazione pastorale per ottenere finalmente che i lontani tornino alla Chiesa, che tutto si verifichi efficacemente! Occorre, al contrario, rischiare nell'oscurità.
Temo anche la diffusione, almeno in Europa, di apparizioni della Vergine. Forse è un segno dell'amore della Madonna che vuole confortarci, ma quando la gente corre per avere parole oracolari, per ottenere l'assicurazione di essere sulla strada giusta, per non accettare il rischio della fede e della scelta difficile della vita, dobbiamo seriamente preoccuparci. Queste apparizioni non possono occupare il centro della vita cristiana e se lo occupano significa che da parte dei fedeli c'è una ricerca sbagliata.
Gesù insegna quella economia della fede che sa accettare l'insuccesso e il fallimento di un progetto. Egli denuncia quella richiesta di segni che giunge fino al punto di cancellare la ricerca vera di Dio solo, ed è una idolatria sempre presente nel nostro cuore, idolatria di segni anche ecclesiastici, per ottenere a tutti i costi ciò che vogliamo.
Dio, invece, vuole prima di tutto la confidenza, l'abbandono a lui, la totale fiducia.
Carlo Maria Martini, Davide peccatore e credente, 28-29