Un dialogo inventato: la madre di Maria di Nazareth chiede alla figlia come ha ricevuto l'annuncio dell'angelo.

« - Ma quel messaggero: com'era? Che età poteva avere? Gli hai visto il colore degli occhi, dei capelli?
- No, madre mia, ho guardato subito in terra, come si deve fare davanti agli uomini. E poi nella stanza era entrato il vento e una polvere chiara. Mi sono coperta gli occhi con la mano. Ho solo ascoltato le strane parole che ho già troppe volte ripetuto: «Shalòm Miriam», e tutto il resto.
- Ma proprio non hai avuto la curiosità di guardarlo in faccia? Nemmeno una sbirciatina tra le dita che coprivano gli occhi? Se una ragazza vuole vedere un uomo, si copre gli occhi con le dita della mano e poi tra le fessure può dare un'occhiata veloce. Le ragazze fanno così da sempre, non fare quella faccia meravigliata. Salvano le apparenze e soddisfano una curiosità. Allora? Neanche una sbirciatina?
- Vi assicuro di no. Sarei diventata rossa come una foglia secca della vite. Non so fingere, madre mia. Sono rimasta a occhi chiusi dietro la mano. Ero presa da un odore: un miscuglio di cannella e di pane ancora in forno. Non proveniva dalla polvere, perché dopo l'ho spazzata via e non odorava. Proveniva dal messaggero. Era buono da sentire, mi piaceva. L'ho respirato e mi è venuta una perfetta calma. E neanche più freddo: quell'odore mi ha messo un caldo in mezzo al corpo, come quando tengo tra le mani una castagna arrostita. Il calore è entrato dal naso e si è fermato sotto l'ombelico. In quel momento ho saputo di essere incinta. L'ho saputo nei fianchi».
Erri De Luca, Le sante dello scandalo, 46-47