
«Non basta che i cristiani sappiano dove non devono andare: occorre siano educati a scoprire dove devono andare.
Bisogna che la Chiesa esca allo scoperto e che i suoi apostoli non abbiano paura di sporcarsi le mani affondandole nelle realtà del mondo in cui vivono.
Il lievito va inserito dentro, non accanto alla pasta.
Certe tattiche di attesa sono antievangeliche.
Gli apostoli non hanno scritto sulla porta del Cenacolo: «Qui si parla di Gesù Cristo. Coloro che desiderano essere istruiti nella religione cristiana, possono presentarsi dall'ora tale all'ora tal'altra...».
Sono usciti fuori. Sulla strada. Nelle piazze. Si sono mescolati agli uomini.
La verità non si salva custodendola gelosamente sotto vetro, vigilata assiduamente da inesorabili cecchini dell'ortodossia.
Ma portandola fuori, alla luce del sole, a contatto con la realtà di tutti i giorni.
La verità non ha bisogno di essere rispettata. Chiede di essere amata.
L'unico diritto che rivendica è quello di essere comunicata, di diventare proprietà di tutti».
Alessandro Pronzato, Vangeli scomodi, 352
Verità fuori
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