(...) «L’Isis riceve rifornimenti da importanti donatori sauditi. E l’Arabia Saudita, con ordinazioni da 3,5 miliardi all’anno, è il cliente più coccolato dai fabbricanti di armi di tutto il Vecchio Continente
In barba alla crisi gli affari per i materiali militari 'Made in Europe' hanno superato i 40miliardi, in crescita del 6% e con allettanti previsioni anche per il 2014. Oramai è l’euro la moneta ufficiale di questo business. Con operazioni autorizzate per un valore di 13,7 miliardi la Francia è il maggiore esportatore, seguito da Spagna (7,7 miliardi), Germania (4,7 miliardi) e Italia (4,2 miliardi). 
Che si tratti dell’Iraq, della Striscia di Gaza, degli scontri in Ucraina, della guerra in Siria o delle più irrequiete repubbliche africane, da Bruxelles si sprecano gli appelli per «mettere a tacere le armi e far parlare la diplomazia». Con scarsi risultati. Maggior successo le cancellerie dell’Unione ottengono nello smercio di tecnologia militare
Le informazioni fornite dalla Gazzetta Ufficiale Ue, che pubblica il rapporto annuale sulle esportazioni di armi, sono largamente carenti. Una nota a margine informa che «diversi Stati non hanno potuto fornire i dati». Che cosa impedisca a...». (continua: