
Parrocchia che vai...
di Roberto Beretta
«(...) L'indirizzo, la profondità di fede, la carica di speranza, insomma la crescita spirituale delle nostre parrocchie dipendano dal sacerdote che le guida e le istruisce; e tale "pretocentrismo", se privo di alternative concrete e strumenti complementari di auto-formazione, si rivela assai pericoloso perché rischia di generare un panorama di triste pochezza in troppe Chiese locali, soprattutto oggi che il clero è meno numeroso per offrire possibilità di scelta ai fedeli insoddisfatti.
"Meno male che la mia parrocchia non è così!", ci diciamo spesso rientrando dalle messe delle ferie. Ma qualche volta il commento silenzioso che ci affiora alla mente è esattamente il contrario: "Perché la mia parrocchia non è così?". Non sarebbe perciò male che il primo Consiglio pastorale dopo le vacanze fosse dedicato a raccontarsi queste esperienze, positive e negative, per prenderne spunto o evitare errori. Ma c'è spazio per uno scambio del genere nelle "pretocentriche" (e molto individualiste) parrocchie italiane?».
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