In questa serie di immagini ambientate nella miniera d’oro della Serra Pelada, in Brasile - fotografie per le quali l’aggettivo “incredibili” sembrerebbe il più appropriato - Sebastião Salgado documentò nel 1986 l’abuso in atto, senza precedenti, dei più elementari diritti umani.
Migliaia di uomini - che alcuni definirebbero “cercatori d’oro”, ma che opportunamente andrebbero chiamati con l’appellativo più pertinente di schiavi - sono ritratti mentre risalgono da un’enorme cava su primitive e precarie scale a pioli, portando sulle spalle pesanti sacchi ricolmi di terra e fango in cui potrebbe nascondersi una pagliuzza, una micro-pepita, un frammento d’oro.
E’ una storia che nasce nel XIX secolo con un primo, fortunoso ritrovamento di oro, e che finì per scatenare una vera e propria immigrazione dalle campagne vicine o lontane. Trasportati da sogni di ricchezza e libertà, migliaia di uomini abbandonarono il loro lavoro nelle regioni agricole del nord e del nord-est del Brasile per dirigersi a Serra Pelada. Nessuno fu portato con la forza, ma tutti divennero schiavi della speranza di fare fortuna, sopportando condizioni di vita disumane. Una volta arrivati, era impossibile uscirne.
Ogni volta che in un appezzamento di terreno della miniera - chiamato barranco - si scopriva l’oro, gli uomini che trasportavano i sacchi di terra e fango, e che ricevevano una paga appena sufficiente per mangiare, avevano diritto di scegliere uno dei sacchi e di guardarci dentro. Al suo interno poteva nascondersi la fortuna.
La vita di ognuno di loro era un’interminabile sequenza di discese fino al fondo della miniera e di risalite alla superficie, ad un’altezza vertiginosa.
La miniera d’oro di Serra Pelada era controllata dalla polizia militare dello stato federale del Pará, con frequenti attriti tra i soldati e i lavoratori della miniera, chiamati garimpeiros (arrampicatori). A volte, durante le liti, i poliziotti sparavano contro i lavoratori.
Oggi la miniera di Serra Pelada è in abbandono. La gigantesca cava a cielo aperto che era stata scavata con le mani è diventata un piccolo lago inquinato.
Sebastião Salgado - Gold mine, Serra Pelada in the federal state of Pará, Brasile 1986
