«Questo Dio rovescia le apparenze. Rileggiamo alcune delle frasi del cap. 2 di Atti: "Voi... lo avete ucciso inchiodandolo al patibolo. Ma Iddio lo ha risuscitato liberandolo dalle doglie della morte". Il respinto è stato glorificato, colui che sembrava reietto dagli uomini è stato innalzato. Dio ha rovesciato le apparenze umane, ha sconvolto il modo di vedere degli uomini, glorificando Gesù. Riflettiamo sull'importanza di questa semplice annotazione: "Dio ha sconvolto le apparenze umane, le ha rovesciate", perché è proprio qui che ciascuno di noi aspetta un messaggio.
Le cose sembrano andare in un certo modo che procura diffidenza, disfattismo, sfiducia, senso di inutilità: non ci si deve fermare qui, Dio è capace di rovesciare la situazione della tua vita così come ha rovesciato la situazione, il giudizio umano della vita di Gesù. Notate l'importanza di questo principio se applichiamo a tante pagine del Vangelo di Luca: "Beati i poveri... beati voi perseguitati... beati voi che piangete...". Il Signore viene per rovesciare le apparenze umane, per rovesciare realtà di ingiustizia, di sofferenza e per creare una nuova possibilità di esistenza nelle cose che apparentemente ci schiacciano. Viene per donare lo spazio di un mondo nuovo in queste realtà la cui considerazione ci sembrerebbe soffocante e rivoltante, viene per creare nel mio interno, a partire da me, dalla mia comunità un rovesciamento di valori che dà una nuova speranza di esistenza.
Carlo Maria Martini, L'evangelizzatore in San Luca, 57-58