La risurrezione di Cristo fondamento di ogni altra risurrezione
di Giuseppe Barbaglio
(...) È la fede in Cristo che propriamente fonda una solida e motivata speranza nel futuro di risurrezione dei credenti. (...)
Gesù non è solo il primo risorto, ma anche il prototipo dei risorti, il primo di una serie. Lui è risorto come primizia, dice Paolo usando un motivo cultuale dell'AT, l'offerta al tempio del primo covone di grano che usciva dal campo; altri seguiranno. In breve, Cristo è il risorto e il risuscitatore: con lui e in forza di lui ha avuto inizio la nuova umanità destinata alla vita eterna passando attraverso la risurrezione. (...)
I risorti saranno persone animate totalmente dallo Spirito di Cristo, trasformate dalla sua potenza vivificante a immagine del Risorto. (...)
Cristo risorto è per Paolo lo specchio in cui si riflettono l'uomo e il mondo. Dalla fede nella sua somaticità o corporeità pienamente riscattata il giorno di pasqua, dalla morte e da ogni compressione mortifera, per cui egli è ora capace di entrare in profonda comunicazione con tutti gli uomini, partecipando loro il suo Spirito vivificante, e di sostenere il processo travagliato della nuova nascita di un mondo a immagine dei risorti, prende senso, legittimandosi, la speranza cristiana nella risurrezione dei corpi e nel riscatto di questo mondo. In una parola, è credendo in lui che possiamo sperare nella prodigiosa vittoria sulla morte e sulle forze mortificatrici della violenza, forze esistenziali e forze storiche.
in “Credere oggi” n. 45 del maggio-giugno 1988
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