
«L’amore obbliga lo sposo-marito ad essere sollecito per il bene della sposa-moglie,
lo impegna a desiderarne la bellezza ed insieme a sentire questa bellezza e ad averne cura.
Si tratta qui anche della bellezza visibile, della bellezza fisica. (...)
L’amore fa dell’«io» altrui il proprio «io»: l’«io» della moglie, direi, diviene per amore l’«io» del marito.
Il corpo è espressione di quell’«io» e il fondamento della sua identità.
L’unione del marito e della moglie nell’amore si esprime anche attraverso il corpo».
Giovanni Paolo II, Uomo e donna li creò, 361
Giornata di Spiritualità per nubendi
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