33. L'Eucaristia è incompatibile con le divisioni nella Chiesa! Incombe dunque, sulla comunità cristiana il rischio che l'Eucaristia, non assecondata nel dinamismo di carità che da essa promana, non riesca a superare gli egoismi e le incomprensioni che emergono continuamente nella vita comunitaria. A sua volta, questa nostra debolezza e meschinità, non raggiunta e purificata dall'Eucaristia, ci rende ancor più impreparati e ottusi dinanzi al mistero eucaristico. Penso alle tensioni che affliggono la vita della comunità e ci inquietano più frequentemente.
34. Per esempio, c'è la tensione tra fissità e mobilità. C'è una fissità che privilegia le tradizioni e le istituzioni, ma senza cogliere il loro orientamento interiore verso il mistero di Gesù e verso il bene delle persone; e c'è al contrario una mobilità inquieta, scontenta, dissacratrice, che non sopporta il tempo necessario per capire il valore delle cose e dei gesti tradizionali.
35. Un'altra tensione riguarda gli schemi autoritari e gli schemi democratici. La funzione dell'autorità e l'esigenza di partecipazione nella Chiesa non vengono colte nella loro originale fondazione cristiana, ma sono semplicemente ricalcate su modelli sociologici, generando l'opposizione tra l'autoritarismo di stampo totalitario e l'applicazione acritica della moderna istanza partecipativa alla comunità cristiana.
Carlo Maria Martini, Attirerò tutti a me. Lettera Pastorale 1982-83