«Voi siete chiamati a non avere una tranquillità sociale, una sicurezza economica, un nome onorato, un popolo fedele,
ma ad essere missionari,
cioè a soffrire l’ansia del bene altrui, a sentire salire nell’anima il desiderio di soccorrere, di essere utili, di consacrare la vita al servizio del prossimo,
di darsi perché tutti possano avere ciò che noi possediamo: la fede, la speranza, la carità. […]
Il senso della salvezza degli altri: ecco ciò che deve muovere la vocazione oggi! […]
La Chiesa deve essere sempre viva e sempre giovane anche nelle sue manifestazioni, anche nella sua capacità di rivolgersi agli altri, anche nella sua vitalità moderna.
Deve osare! Nella vita cristiana spesso si insinua insensibilmente il terribile principio del minimo sforzo.
Si pretende di raggiungere il risultato rischiando poco, e soprattutto spendendo poco di sé.
E questo si chiama falsamente esperienza, quando addirittura non  è detto tradizione […]
Ricordatevi bene: un sacerdozio calmo non è un sacerdozio vero;
un apostolato tranquillo non è un apostolato moderno;
una forma di vita ecclesiale comoda non interpreta né il Vangelo né i bisogni dei tempi!
Siete dei candidati ad una vita affannata, ad una vita tesa, ad una vita sacrificata».
card. Montini, Ai seminaristi, 14 novembre 1957