«Allarghiamo lo sguardo, vi prego! (...) Le coppie che continuano a restare insieme, ma hanno un cuore indurito, sono forse a posto? I giovani che vogliono sposarsi ma non capiscono come fare discernimento dentro di sé, trovano forse aiuto sufficiente nella Chiesa? Sulle famiglie che non hanno stabilità economica e per questo rischiano di perdere la loro dignità anche sul piano etico, dobbiamo tacere? Le brave coppie e famiglie che invece si sentono tranquille nella loro fede un po' borghese, ma che non evangelizzano più, continueremo a portarle come esempio? E, non da ultimo, chi vuole davvero essere di Cristo come coppia, e declinare questo nella dimensione affettiva sessuale della loro relazione, li lasciamo da soli, quasi senza parole, se non quelle del rischio etico?
Tutte queste situazioni (e altre ancora) sono legate alla metafora, ripresa anche pochi giorni fa da papa Francesco, della Chiesa come ospedale da campo. Cioè della Chiesa come luogo per curare e non per giudicare, prima di tutto. (...)
I bravi cristiani, i vescovi, i preti, sono il "Medico"? A volte ho l'impressione che davvero pensiamo di essere noi il medico. E che pochi ricordano che il soggetto della frase iniziale di Lumen Gentium, nel Vaticano II, non è la Chiesa, ma Cristo. È Cristo la luce delle genti».
Gilberto Borghi, dal sito www.vinonuovo.it 26.09.2014