
Essendo un animo strutturalmente autonomo,
quando ero piccolo e studiavo le guerre dell'antichità
non capivo perché potesse fare la differenza la presenza o meno
di un grande condottiero o di uno stratega:
pensavo che se ciascun componente dell'esercito avesse fatto il suo dovere,
la vittoria sarebbe arrivata;
al limite sarebbe dipesa dall'addestramento, dall'equipaggiamento, dai numeri.
Man mano che sono cresciuto,
ho colto la differenza tra avere o non avere
- davanti agli occhi e al proprio fianco -
una persona geniale, un capo carismatico, un regista di statura, una roccia autorevole.
E ho toccato con mano
quanto un manipolo di arditi possa essere stupendo, ma inefficace
senza uno stratega delle manovre.
Detto questo,
resto convinto che quei pochi che ho seguito
sono stati tutti geniali, carismatici, autorevoli
(e altri non li ho seguiti perché non lo erano),
ma tutti perdenti.
Al modo di Colui che ha dovuto perdere per vincere.
don Chisciotte Mc