«E chi se non tu, o Signore, sei colui che ci hai raccolto per via,
che hai avuto compassione di noi,
che ci hai fatti salire sulla cavalcatura,
che hai versato su di noi olio e vino,
e che ci hai portato a questa locanda in cui riposare e ristorarci per riprendere il cammino?
Tu sei colui che prima di ordinare agli apostoli di rendersi il servizio vicendevole della lavanda dei piedi,
ti sei chinato, cinto dell'asciugatoio, ai piedi di ciascuno e li hai lavati con amore.
Donaci di comprendere la grandezza dei tuoi gesti così semplici,
che viene dal tuo cuore, dalla tua decisione, dal tuo appartenere al Padre, dal senso della tua missione!
Facci capire che i nostri gesti quotidiani assumono un valore immenso, incalcolabile,
dalla coscienza della nostra missione,
dell'essere noi chiamati, amati da Dio,
generati da lui nella fede perché, attraverso i nostri piccoli gesti,
noi riempiamo il mondo di fede, di speranza, di carità, di giustizia, di amore.
I nostri gesti sono le piccole realtà quotidiane,
il nostro silenzio e il nostro inginocchiarci,
il nostro lavorare e il nostro sorridere,
tutto ciò che ci accompagna dal mattino alla sera
in quella cornice di fede che è la stessa della tua vita.
Perché noi siamo inseriti nella tua vita e nel tuo mistero, Signore Gesù.
Noi vogliamo vivere il senso dell'ora che ci attende,
il passare da questo mondo al Padre,
vogliamo poter amare sino alla fine.
Donaci, Signore, di riscattare tutti i nostri gesti che ci annoiano, ci pesano,
con questa grande coscienza che è la tua e nella quale tu ci inserisci, per la tua grazia e per il tuo dono. E fa' che, contemplandoti nell'eucaristia e nella croce,
noi possiamo lasciarci attrarre dalla tua coscienza di infinito
nella quale ci chiami attraverso il tuo amore redentore.
Amen».
Carlo Maria Martini, All'alba ti cercherò, 146-148