«Sono felice che la primizia del mio ministero mi abbia portato a Sesto San Giovanni.
Qui c’è un primato di lavoro, qui ci deve essere il primato del mio ministero.
Hanno detto di me che devo essere l’Arcivescovo dei lavoratori
e sono venuto qui per cercare di esserlo! […]
Quelli che credono che tra il popolo lavoratore e la Chiesa debbano esserci rapporti di separazione – e alcuni dicono perfino di inimicizia e di lotta –
non si accorgono che tutto questo è fondato su un grande malinteso. […]
C’è qualcuno che può dubitare che la Chiesa non sia per il bene dei lavoratori?
Per il rispetto dei vostri diritti, per il riconoscimento della dignità umana e per il bene delle vostre famiglie? […]
Voi che avete avuto qualche volta l’impressione dell’ingiustizia tra gli uomini,
dovete sentire la Chiesa come vostra amica e interprete e madre.
La Chiesa vi è vicina e comprende il valore della vostra fatica.
Fra noi, perciò, deve esserci una grande speranza:
noi dobbiamo auspicare l’avvento di una società nuova, di un mondo migliore».
card. Giovanni Battista Montini, 9 gennaio 1955