«Il tempo viene dalla Trinità, creato con la creazione del mondo; si svolge nel seno della Trinità, perché tutto ciò che esiste, esiste in Dio, nel quale viviamo, ci muoviamo e siamo; è destinato alla gloria della Trinità, quando tutto sarà ricapitolato nel Figlio e consegnato al Padre, perché sia tutto in tutti (cf 1Cor 15,28).
Vivere seriamente il tempo è dunque vivere nella Trinità; cercare di evadere dal tempo è fuggire dal grembo divino che ci avvolge. Il cristianesimo non è la religione della salvezza dal tempo e dalla storia, ma del tempo e della storia.
Perché il tempo sia vissuto così, sia cioè santificato, è necessario che alla vigilanza e alla custodia di Dio sul tempo corrisponda la vigile accettazione dell'uomo: se Dio ha tempo per l'uomo e custodisce il senso della sua vita e della sua storia, l'uomo deve aver tempo per Dio e riconoscerlo, nella vigilanza della fede, della speranza e dell'amore, come il Signore della sua vita e della sua storia».
Carlo Maria Martini, Sto alla porta, 31