In mezzo a tante voci di manovre esclusivamente strategiche e interessate, vorrei invocare il dono della sapeinza per coloro che dovranno scegliere il nuovo presidente della repubblica.
Un desiderio che può unire le donne e gli uomini atei e credenti.
«Ebbene io sono solo un ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che hai scelto, popolo numeroso che per quantità non si può calcolare né contare.
Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male;
infatti chi può governare questo tuo popolo così numeroso?» (1Re 3,7-9).