Thom Browne: quando in passerella si racconta la morte
Lo stilista americano ha ideato una sfilata tra la piéce teatrale e la performance art: il modello in bianco, il colore nero, la morte. E la processione di chi gli ha voluto bene
di Matteo Persivale
Michael si alza dal letto bianco in una stanza bianca; lentamente, nel silenzio, l’ambiente intorno a lui diventa nero. Lui torna a letto, muore. Comincia la processione dei suoi amici, tutti in nero, alcuni con la veletta, altri con cappelli ottocenteschi dell’eccentricissimo cappellaio inglese Stephen Jones. Gli rendono omaggio camminando lentamente, sotto quella che inizialmente pare una nevicata ma è in realtà cenere nera: cenere alla cenere.
Un po’ piéce beckettiana, un po’ performance art, la sfilata di Thom Browne - sulla vita e morte di quell’uomo solitario, Michael - ha messo in scena quello di cui la Moda - che ci racconta sempre Gioventù e Bellezza - non ci parla mai: la Morte. Con tempi lunghi, insoliti per il ritmo forsennato delle varie fashion week, ha raccontato l’omaggio di coloro che hanno voluto bene a chi non c’è più.
Un po’ piéce beckettiana, un po’ performance art, la sfilata di Thom Browne - sulla vita e morte di quell’uomo solitario, Michael - ha messo in scena quello di cui la Moda - che ci racconta sempre Gioventù e Bellezza - non ci parla mai: la Morte. Con tempi lunghi, insoliti per il ritmo forsennato delle varie fashion week, ha raccontato l’omaggio di coloro che hanno voluto bene a chi non c’è più.
Ha capito che i tempi in cui viviamo sono complicati e la moda non può non esserne lo specchio; ha capito che la musica di Haendel (la suite numero 4 in re minore) può rompere - alle debite condizioni - il silenzio che avvolge una passerella, così come il Mercoledì delle Ceneri può dare il senso di una scenografia meglio di un’installazione di video art.
Il protagonista della sfilata-performance di Browne nasce, vive, muore. Ha spiegato lo stilista ai giornalisti ancora scossi da quel silenzio, da quella pioggia di cenere: «Ho cercato di rendere omaggio a una vita vissuta pienamente, a una morte che avviene dopo aver terminato il lavoro di una vita».
Parigi, 26.01.2015