All'inizio degli anni Duemila, nelle aule della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale (Milano) uno studente aveva "minacciato" di denunciarmi alle autorità accademiche perché avevo detto una cosa simile a quella che ieri papa Francesco ha detto durante l'omelia in Santa Marta.
E' vero, non si tratta di un pronunciamento ufficiale, però il dato teologico che annuncia è insuperabile.
Dobbiamo solo "ri-lavare" i nostri panni teologici dentro l'acqua rinfrescante del Vangelo.
don Chisciotte Mc
«Il dono è l’amore di Dio, un Dio che non può staccarsi da noi. Quella è l’impotenza di Dio. Noi diciamo: ‘Dio è potente, può fare tutto!’. Meno una cosa: staccarsi da noi! Nel Vangelo quell’immagine di Gesù che piange sopra Gerusalemme, ci fa capire qualcosa di questo amore. Gesù ha pianto! Pianse su Gerusalemme e in quel pianto è tutta la impotenza di Dio: la sua incapacità di non amare, di non staccarsi da noi. (…)
Dio non può non amare! E questa è la nostra sicurezza. Io posso rifiutare quell’amore, posso rifiutare come ha rifiutato il buon ladrone, fino alla fine della sua vita. Ma lì lo aspettava quell’amore. Il più cattivo, il più bestemmiatore è amato da Dio con una tenerezza di padre, di papà. E come dice Paolo, come dice il Vangelo, come dice Gesù: ‘Come una chioccia con i pulcini’. E Dio il Potente, il Creatore può fare tutto: Dio piange! In questo pianto di Gesù su Gerusalemme, in quelle lacrime, è tutto l’amore di Dio. Dio piange per me, quando io mi allontano; Dio piange per ognuno di noi; Dio piange per quelli malvagi, che fanno tante cose brutte, tanto male all’umanità… Aspetta, non condanna, piange. Perché? Perché ama!».
papa Francesco, omelia a Santa Marta, 29 ottobre 2015