Se assegniamo al progetto iniziale di Expo il valore "100"
(tanto che nel 2008 Milano ha vinto la gara per l'assegnazione),
al momento dell'inizio della manifestazione (1 maggio 2015)
il progetto era compiuto al... 50%, diciamo?! (non lo so precisamente).
Certo, rispetto al nulla (punto 0), si è fatto tanto;
certo, rispetto a crolli, inondazioni, incidenti, attentati... è andato tutto liscio.
Ma se è stato un trionfo (così ci dicono) avendo realizzato il 50%,
cosa non sarebbe stato se avessimo fatto quel 100% promesso?!
E avremmo potuto farlo (nel mondo ideale e irreale!).
E' la solita questione del "bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno"?
In parte sì. Più a fondo, io credo si tratti di una impostazione culturale e spirituale.
Fatico ad accettare che si viva così:
all'inizio "si butta lì" una parola, una espressione, un progettino;
poi si lavora non bene (a volte proprio male);
e alla fine si dice che siamo bravi (chiudendo gli occhi su tutto il resto: malaffare, ritardi, sprechi, inadempienze)
e in fondo al cuore ci si accontenti dell' "Anche stavolta ci è andata bene!"
Capisco che io sia fatto male e ragioni malissimo:
se Dio Trinità avesse reagito così con l'umanità, avrebbe accorciato e gettato il tutto da molto tempo ormai.
Anche Dio Trinità si è abituato a lavorare "italian style" con gli uomini.
E così c'è spazio anche per me, in questo mondo al 50%.
Ma nemmeno Dio Trinità si accontenta e continua a proporci il 100, anzi il 1000!!
don Chisciotte Mc