«Dio non è noioso. La Messa invece...» 
(...) Dice p. Ermes Ronchi: «Vedo che molti cristiani anche consapevoli e impegnati disertano le liturgie, dove si consuma il sacro, il fatto religioso, ma non si consegna speranza ai fedeli». Sono «celebrazioni senza patos, senza sorrisi, e noiose. Eppure Dio non è noioso! Credo che le chiese si svuotino per noia e per stanchezza; non per contestazione di dottrina o accuse alle istituzioni, non per scandali ma per stanchezze; non per i drammi della vita o per il rifiuto di Dio, ma per noia. Dio può morire di noia nelle nostre chiese». Il servita Ermes Ronchi cita il servita David Maria Turoldo: «Dio, ucciso dalle nostre mestissime omelie». La liturgia viva, ricorda Ronchi, «incide il cuore». (...) Un colpo di vento verso il futuro, che insegna respiri, apre sentieri. E libera». «Una liturgia – conclude Ronchi – è sana quando è bella, senza sciatteria. Una sobria bellezza: che significa semplificare la nebbia di parole, il linguaggio da prontuario, l’ovvietà riciclata, e andare al nocciolo, al cuore semplice della fede».
in “Avvenire” del 23 agosto 2016