La Sapienza unigenita di Dio è creatrice e autrice di tutte le cose. […] Ora, perché le cose create non solo esistessero, ma esistessero ordinatamente, piacque a Dio di commisurare se stesso alle cose create…per imprimere in tutte e in ciascuna di esse una certa impronta e sembianza della sua immagine. […] Come infatti la nostra parola è immagine del Verbo, che è Figlio di Dio, così la sapienza in noi è fatta ad immagine del medesimo Verbo, che è la Sapienza stessa. […]
Ma «poiché nel disegno sapiente di Dio», come abbiamo spiegato, «il mondo con tutta la sua sapienza non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione» (1 Cor 1, 21). Dio non ha più voluto essere conosciuto come nei tempi passati, attraverso l’immagine e l’ombra della sapienza. Volle che la stessa vera Sapienza assumesse la carne, si facesse uomo, e sopportasse la morte di croce, perché attraverso la fede, che in lei si fonda, tutti i credenti potessero di nuovo essere salvi.
La Sapienza di Dio manifestava se stessa e il Padre attraverso la propria immagine, impressa nelle cose create… In seguito, quella stessa Sapienza, che è il Verbo, si è fatta carne, come afferma san Giovanni. Distrutta la morte e liberato il genere umano, manifestò se stessa più chiaramente e, per mezzo suo, il Padre.
Dai «Discorsi contro gli Ariani» di sant’Atanasio, vescovo.