«Qui si fa come dico io»
di Roberto Beretta | 30 maggio 2016 
Sono sommamente stupito (...) della mentalità «padronale» che tuttora tanti, troppi preti italiani manifestano nella gestione della Chiesa. Nonostante il vuoto crescente nelle loro assemblee; malgrado la crisi delle vocazioni; pur nell'avanzata inesorabile del secolarismo: non c'è niente da fare, loro continuano a sentirsi e a comportarsi da «padroni». Solo nelle ultime settimane e da fonti diverse ho raccolto le seguenti piccole (ma vere) storie: (...) Forse i preti sottovalutano l'amarezza e la delusione che in tanti laici, spesso i più convinti e i migliori (non certo gli appartenenti al «cerchio magico» di coloro che dicono sempre di sì), genera il loro modo autoritario e talvolta arrogante di comandare nelle cose ecclesiali. «Qui si fa come dico io» è il sottotitolo muto ma ben visibile che scorre sotto un comportamento ancora frequentissimo presso i campanili e nei conventi, almeno in Italia; un sistema che umilia e allontana moltissimi credenti.
«Non capisco e compatisco» è infatti in questi casi la migliore delle reazioni di gente buona e fedele, persone di comprovate capacità in vari campi della vita e che in chiesa (o in sacrestia) si ritrovano invece trattati come bambini. Altri s'inalberano e tentano di ribellarsi, ma scontrandosi contro un muro di gomma; i più preferiscono cercare altrove spazi più liberi per esprimere il meglio di sé; e bisognerebbe chiedersi quanto di un'involontaria ma fruttifera «Chiesa in uscita» sia dovuto a una fuga dall'arroganza clericale. (...)