Sabato prossimo, 11 giugno 2016, saranno ordinati presbiteri alcuni uomini della diocesi di Milano. Per avvicinarci a questo appuntamento ecclesiale, proponiamo di verificare alcune espressioni che vengono comunemente usate in queste occasioni.
1. «Farsi prete». Oltre al fatto che suona malissimo, non è proprio corretta, sotto nessun punto di vista!
Dal punto di vista teologico, nessuno "si auto-dà" un sacramento (nemmeno gli sposi, checché ne dica l'abbreviazione: "si sposa". Semmai "io sposo te", "tu sposi me", "io sono sposato/a da te", "tu sei sposato/a da me"... e comunque alla fine Colui che unisce è lo Spirito Santo!).
Dal punto di vista pedagogico-spirituale: in fondo passa l'idea che il principale soggetto sia il singolo ("decide di farsi prete") e che l'esito sia più statico ("si è fatto prete") che dinamico (perché, per chi, chi, verso dove).
don Chisciotte Mc
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