4. «Portatore di grazia» - Abbreviazione di un'altra espressione che andrebbe per lo meno spiegata: «dispensatore dei divini misteri». Il termine "mistero" dovrebbe indicare la grande azione di salvezza di Dio che si distende lungo tutta la storia (e solo in riferimento a questa, "misteri" sarebbero gli eventi della storia salvifica di Gesù, memoria della quale sono anche i sacramenti). Una visione riduttiva si è invece arrischiata verso una sorta di "esclusività" della effusione della "grazia di Dio" (ancora imprecisata) nella messa, laddove il Vaticano II parla invece di liturgia come "fonte e culmine". Una più profonda considerazione dell'azione dello Spirito Santo (Lui è la Grazia!), la rinnovata teologia della creazione, una lucida teologia liturgica... permettono di riconoscere l'iniziativa di Dio Trinità in una molteplicità infinita di eventi, che precedono, avvolgono, accompagnano, superano ogni respiro dell'universo, della chiesa, del singolo. Ad essere rigorosi, quindi, non c'è da "portare" nulla in nessun posto, perché già tutto è in Dio e l'azione positiva del suo Spirito raggiunge ogni uomo, a maggior ragione coloro che formano la Chiesa, Corpo di Cristo. Soffre di eccessiva cosificazione della "grazia" considerare le azioni rituali presiedute dai ministri ordinati come "produttrici di grazia" in un luogo-tempo in cui Essa non ci sarebbe.
don Chisciotte Mc