Ridere guarisce, infatti è la parte più sana di noi
di José Tolentino Mendonça
Virginia Woolf scrisse che «la felicità è avere un filo a cui appendere le cose». Il riso talvolta riveste, nella vita, la funzione di questo filo sottile che ottiene il miracolo di aggregare frammenti distanti e contrastanti. Si direbbe persino che le cose, anche le più difficili, si aggreghino da sole, convergano soavemente in un’improvvisa sorta di incastro, senza lo sforzo che sappiamo essere necessario. Il riso è un’istantanea della grazia, lampante come un’illuminazione. È una soluzione inattesa che riorganizza il mondo. (...) Nel libro che sto leggendo, Gli ebrei e la parola – si tratta di un saggio scritto dal romanziere Amos Oz con la figlia, la storica Fania Oz-Salzberger –, si afferma che neppure le religioni devono temere il riso. (...) Nel libro si riporta una barzelletta a proposito di una nonna che cammina con il nipotino su una spiaggia. All’improvviso, dal nulla, si scatena un’onda colossale che investe in pieno il bambino. «Mio caro Dio Onnipotente – dice, irritata, la nonna –, come puoi permettere che mi succeda una simile disgrazia? Ho sofferto per tutta la vita senza mai mettere in discussione la mia fede! Dovresti vergognarti!». Non passa un minuto che la nonna si ritrova il bimbo, sano e salvo, tra le braccia. Non per questo lei pare soddisfatta: «Mio caro Dio onnipotente, questo è molto gentile da parte tua, non c’è dubbio. Ma dov’è finito il cappellino che mio nipote indossava?». Se anche con Dio possiamo ridere, vuol dire che il potere terapeutico del riso non va temuto. È vero che lo humour può essere anche sconveniente, volgare e maleducato. Ma tra lo humour, ancorché scadente, e un raffinato fanatismo, che lo humour abbia la meglio! Dice un’antica massima chassidica: «È dalla tristezza che dovrete liberarvi, più che da ogni altro peccato. La tristezza non è un peccato, ma non v’è peccato che tanto indurisca il cuore come la tristezza».
in “Avvenire” del 28 dicembre 2016
2017_01_gennaio
Liberarci dalla tristezza
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