«Devo confessare che ci fu un tema sportivo molto importante nelle gite di don Renato in Scozia. Fu tifoso molto fedele di una squadra calcistica della mia città natale, Glasgow, e cioè il famoso Celtic di Glasgow, che fu fondato nel tardo ottocento dalla comunità cattolica scoto-irlandese di Glasgow e ha conservato fino a oggi questi legami culturali e storici. Fu una passione, questa per il Celtic, che condiveva con me e con altri suoi amici scozzesi. Era normale che noi due andassimo allo stadio insieme per seguire la nostra squadra. E se io non potevo andarci, andava lui lo stesso, anche in trasferta e spesso senza di me. 
Per accorciare una narrativa lunga, Renato venne alla conoscenza del Presidente del Celtic e dei dirigenti della Società. Lo invitavano in tribuna d’onore come ospite della Società, gli assicuravano biglietti per le partite, e sinceramente apprezzavano la passione e l’amicizia di questo sacerdote milanese per la squadra. Tant’è vero che, quando arrivò la notizia della sua morte, sul sito internet ufficiale del Celtic Football Club apparve una dichiarazione di condoglianze della Società per Renato.  E lo stesso Presidente della Società mi pregò di offrire a nome suo le condoglianze della Società a tutti voi e allo stesso tempo ha spedito una corona di fiori a nome del Celtic Football Club, corona che in questo momento è vicino alla bara di don Renato».
dall'omelia di mons. Philip Tartaglia, vescovo di Glasgow, ai funerali di don Renato