
Un futuro arcivescovo per Parigi
la Conférence Catholique des Baptisé-e-s Francophones
Tra breve, il cardinale André Vingt-Trois, raggiunto il limite di età, presenterà le sue dimissioni al papa. In questi tempi di fratture e ripiegamenti all'interno della Chiesa in Francia e nella società, la nomina del suo successore avrà un grande impatto.
Secondo il canone 212, §2, “i fedeli hanno il diritto di manifestare ai Pastori della Chiesa le proprie necessità, soprattutto spirituali, e i propri desideri”. Così il gruppo di Parigi della Conférence des baptisés – CCBF – ha preso l'iniziativa di esprimere le proprie attese riguardo al futuro arcivescovo di Parigi.
Lettera indirizzata a Mons. Luigi Ventura, presso la Nunziatura di Parigi (10 avenue du Président Wilson, 75116 Paris)
Monsignore, Caro Padre,
presto la nostra grande diocesi di Parigi accoglierà un nuovo arcivescovo.
Papa Francesco ha invitato ad attuare le intuizioni ecclesiologiche del Vaticano II introducendo una reale partecipazione di tutti i battezzati, in conformità all'articolo 212 del diritto canonico. A questo titolo ci sentiamo chiamati ad esprimere le nostre attese, ispirate dalla nostra preoccupazione per la Chiesa a Parigi.
Per Parigi, un arcivescovo attento alle persone, sensibile a tutte le necessità
Ad immagine di papa Francesco, che ha saputo aprire il cuore dei cristiani e anche di altri, speriamo di accogliere un pastore che vive del Vangelo e che lo sa far condividere con il suo linguaggio e con i suoi gesti, per una Chiesa che segua l'insegnamento di Cristo, un vescovo che ama il mondo, che vive con il mondo. Un vescovo che testimonia semplicità e umiltà: “Chi sono io per giudicare?”.
Verso una Chiesa sinodale, una Chiesa del dialogo, una Chiesa di comunione
La nostra sorgente, è innanzitutto l'Evangelo: “Siate uno”, poi i messaggi che papa Francesco ha rivolto ai vescovi: “Che questa realtà di un “solo corpo” che voi formate vi orienti nel vostro lavoro quotidiano... Come essere costruttore di comunione e di
unità nella Chiesa che il Signore mi ha affidato?”.
A Parigi, molti battezzati si aspettano che l'arcivescovo porti un carisma di animazione della diocesi, che si circondi di un'équipe che faccia soffiare un vento di apertura, fino alla società civile in cerca di senso. Che faccia vivere la comunione tra le diverse sensibilità. Nella loro diversità, preti, laici e movimenti potranno trovare uno spazio fertile e dinamico per l'annuncio della Buona Notizia.
Questi battezzati si aspettano che egli sostenga la creatività dei laici a servizio della vitalità della Chiesa. Che colga l'opportunità offerta dalla diocesi di Parigi che ha un gran numero di battezzati, donne e uomini, ben formati.
Questi battezzati si aspettano che incoraggi una vita fraterna tra i preti della diocesi, all'interno del presbiterio parigino e tra le generazioni, nelle loro pratiche pastorali. Che procedano con i battezzati in corresponsabilità, conformemente al Vaticano II.
Questi battezzati si aspettano che la diocesi esca da un “parisianisme catholique”. Che condivida le difficoltà e le speranze dell'insieme degli abitanti della metropoli, in una collegialità con tutte le diocesi del Grand Paris.
Papa Francesco non si stanca di ripeterlo: è un nuovo spirito che bisogna promuovere. Allora la Chiesa a Parigi potrebbe immaginare serenamente tempi di collaborazione e unione delle sue forze vive. Restiamo a Sua disposizione con le nostre idee ed iniziative, per far vivere il “sensus fidei”, la partecipazione di tutti i battezzati, e costruire una dinamica di sinodalità. Proporremo ad altri battezzati, individualmente o collettivamente, di unirsi in questo impegno.
Con il nostro fraterno rispetto.
in “www.baptises.fr” del 15 maggio 2017