Freddo. Senza amore 
di Nunzio Galantino 
«Senza amore la verità diventa fredda, impersonale, oppressiva per la vita concreta delle persone», ha scritto papa Francesco. Ma la verità che può diventare fredda, non è solo quella puramente concettuale. Il freddo può investire, e talvolta in maniera più deleteria, la verità della vita. Può investire e riguardare le relazioni. Può anche caratterizzare il modo di spendere i propri giorni e le proprie energie. Sicché, il freddo dal quale è necessario ripararsi non è tanto o solo quello fisico dell’ambiente e delle realtà che l’abitano. Dal freddo registrato dalla colonna di mercurio ci si può difendere, almeno da parte di chi ne ha i mezzi. Diverso e meno facile da affrontare è il freddo che spinge sulla pericolosa china dell’indifferenza, figlia dell’individualismo. Diverso e meno facile da affrontare è il freddo del quale Alda Merini scriveva «Vorrei parlarti del freddo del cuore, del mio cuore di radice ferita»; come diverso e meno facile da affrontare è il freddo della ragione che finisce per negare la possibilità della fede, della gioia e quella di donare e di donarsi. «È nel momento più freddo dell’anno che il pino e il cipresso, ultimi a perdere le foglie, rivelano la loro tenacia», scriveva Confucio, invitando a prendere atto che il freddo – non certo quello metereologico – non può spogliarci di ciò che rende bella, per quanto faticosa, la nostra vita. Dal latino frigidus, è fisicamente freddo ciò che è «privo di calore». Però i tanti modi di dire di cui è ricco il nostro vocabolario permette di cogliere la ricchezza che la parola “freddo” ha in senso figurato. 
Freddo infatti è chi non sente passione, chi si relaziona in maniera rigida e distaccata; freddo è chi si rifiuta di incontrare l’altro per verificare possibili vie d’intesa. Vi sono modi sbagliati per superare il freddo di relazioni congelate da interessi più o meno legittimi. Uno è sempre in agguato, ed è quello che rischia continuamente di trasformare in “calda” la pur deprecabile “Guerra fredda” attraverso bagliori che non riscaldano ma seminano morte, rendendo freddi i corpi e invivibili gli spazi fatti per vivere. Contrario del freddo è il caldo, fatto di relazioni nelle quali non vengono annullate le differenze e nelle quali è possibile coltivare responsabilità vissute con grande passione. Non importa se «uno può avere un focolare ardente nell’anima e tuttavia nessuno viene mai a sedervisi accanto. I passanti vedono solo un filo di fumo che si alza dal camino e continuano per la loro strada» (V. van Gogh). Può capitare anche questo!
in “Il Sole 24 Ore” del 14 maggio 2017