
«Un giorno sono entrato in un luogo dove ogni parola di uno veniva colta senza fallo dall'altro. Lo stesso accadeva per ciascun silenzio. Non era la fusione che conoscevano gli amanti all'inizio del loro amore e che è uno stato irreale e distruttore. Nell'ampiezza di questo legame, c'era qualcosa di musicale e in esso noi eravamo simultaneamente insieme e separati, come le due ali diafane di una libellula. Avendo conosciuto questa pienezza, so che l'amore non ha nulla a che vedere con il sentimentalismo che striscia nelle canzoni e non sta nemmeno dalla parte della sessualità che il mondo trasforma nella sua merce primaria - quella che permette di vendere tutte le altre. L'amore è il miracolo di essere un giorno intesi sin nei nostri silenzi e di intendere in cambio con la stessa delicatezza: la vita allo stato puro, fine come l'aria che sostiene le ali delle libellule e che si rallegra della loro danza».
Christian Bobin, Resuscitare
2017_06_giugno
Trinità
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