«In un suo studio divenuto ormai classico Henri de Lubac ci ricorda che «nel pensiero di tutta l’antichità cristiana Eucaristia e Chiesa sono legate», in quanto «l’Eucaristia è riferita alla Chiesa come la causa all’effetto, come il mezzo al fine e come il segno alla realtà» (de Lubac, Corpus mysticum, 23; trad. ital. 33). Infatti Eucaristia e Chiesa sono i due corpi di Cristo, che perdurano nel tempo della pentecoste. Di essi, l’uno (l’Eucaristia) viene designato abitualmente nel I millennio come "corpus mysticum" o "corpus per mysterium", nel senso di «corpo secondo il modo di essere del sacramento», in contrapposizione al corpo storico nato da Maria Vergine. L’altro (la Chiesa) è designato, sempre nel I millennio, come "corpus Christi".
Si sa che per un complesso di vicende storico-dogmatiche, che hanno travagliato la fine del I millennio e l’inizio del II, tutta l’attenzione dei teologi occidentali fu polarizzata sulla preoccupazione di affermare l’identità tra il corpo sacramentale e il corpo storico. Ciò portò rapidamente all’abbandono dell’espressione "corpus mysticum" nei confronti del sacramento, percepita come troppo labile e poco realistica. La conseguenza fu che l’impiego delle due espressioni tradizionali conobbe un’inversione curiosa, poiché "corpus Christi" venne riferito all’Eucaristia – in parallelo con "corpus Domini, corpus reale, verum corpus" –, mentre "corpus mysticum" passò a designare la Chiesa».
C. Giraudo, “In unum corpus”. Trattato mistagogico sull’Eucaristia, 326